Posso venderti praticamente qualsiasi investimento in meno di un minuto.
E probabilmente riuscirei anche a convincerti che sia quello giusto per te.
Vuoi un BTP?
Ti mostro rendimento e cedole.
Preferisci l’oro?
Ti parlo di inflazione, geopolitica e banche centrali.
Un ETF azionario?
Ti faccio vedere cosa hanno fatto i mercati nel lungo periodo.
Le azioni?
Intelligenza Artificiale, innovazione, aziende che stanno cambiando il mondo.
Preferisci non investire e tenere tutto liquido?
Mi basta elencarti tutto quello che potrebbe andare storto nei prossimi dodici mesi.
Cinque scelte completamente diverse.
E per ognuna posso costruire una storia convincente.
Il problema è che non so ancora nulla di te.
- Non so quando ti serviranno quei soldi.
- Non so cosa possiedi già.
- Non so se stai costruendo un capitale, cercando reddito o proteggendo ciò che hai costruito in una vita.
- Non so quanto rischio puoi permetterti di assumere.
- E soprattutto non so perché stai investendo.
Eppure potrei averti già convinto che uno di quegli strumenti sia quello “giusto”.
È qui che, secondo me, passa una delle differenze più importanti tra vendere un prodotto finanziario e costruire una strategia.
BTP, ETF, fondi, azioni, oro non sono il problema.
Sono strumenti.
E uno strumento non è buono o cattivo in assoluto.
Ha senso oppure no in funzione del lavoro che deve svolgere all’interno di un patrimonio.
Per questo il lavoro, secondo me, dovrebbe iniziare molto prima della scelta del prodotto.
- Quanto investire?
- Per quanto tempo?
- Per quale obiettivo?
- Con quale livello di rischio?
- E cosa deve succedere a quel capitale negli anni?
Solo dopo ha senso scegliere gli strumenti.
Perché posso spiegarti in meno di un minuto perché un investimento potrebbe essere interessante.
Ma per capire se è interessante per te, prima devo conoscere te.
Ed è da lì che dovrebbe iniziare una strategia.
Non dal prodotto.
Dalla persona.
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